Comunicato sul Cavanà di Pellegrino Parmense

Scriviamo in merito alla vicenda Cavanà, che da sabato scorso si trova
sotto i riflettori per fatti che assumono via via toni sempre più scuri e
preoccupanti. Le prime denunce di violenza fisica, psichica e
farmacologica, pubblicate in data 11 luglio sul sito web repubblica.it,
sono emerse grazie al coraggioso atto d'accusa di un ex operatore della
struttura. Queste pesantissime dichiarazioni sono state seguite da una
vicenda non meno grave.
Il giorno Sabato 12 luglio alcune persone del nostro gruppo si sono recate
nella comunità psichiatrica in quanto nell'articolo de la Repubblica si
menzionava la mostra pubblica che si sarebbe tenuta i pomeriggi del 12 e 13
luglio nei locali della comunità.
Una volta là, invece che d'arte, lo spettacolo a cui abbiamo assistito è
stato di tutt'altra natura. Come già scritto sulla stampa locale il 13
Luglio, il direttore Ron Shmueli sotto gli occhi allibiti di tutti ha usato
violenza verso un ospite del Cavanà, e poi verso una visitatrice della
mostra. Tali espliciti comportamenti violenti messi in atto di fronte al
pubblico ci fanno temere che le denunce precedentemente apparse sul
quotidiano la Repubblica siano ben fondate. Questo timore è avvallato
inoltre dalla chiusura della mostra e dalla diffida sempre del Ron Shmueli
al giornalista di La Repubblica che voleva documentare l'attività del
centro. Se la struttura porta avanti un lavoro educativo corretto, perchè
teme un'inchiesta giornalistica? Perchè teme la visita di estranei ad una
mostra artistica precedentemente pubblicizzata? Esprimiamo quindi la nostra
forte preoccupazione per il fatto che gli ospiti siano ancora residenti in
una comunità che esplicita un'allarmante deriva violenta e invitiamo
quindi le autorità responsabili ad allontanare immediatamente i ragazzi
ospiti dalla struttura.
Concludiamo rispondendo alla dichiarazione del Dott. Capece che definisce,
nel tentativo di sminuire, le modalità educative dell'operatore
protagonista della denuncia, come pseudo sessantottine: quello a cui si
riferisce è stato un periodo di grandi rivoluzioni culturali che hanno
portato infine nel 1978 alla Legge 180, la quale sostanzialmente
riconosceva nei cosiddetti malati mentali (definizione in cui non ci
riconosciamo) la dignità di persone come tutte le altre, dignità che nel
nostro caso specifico sembra invece sia stata calpestata.

Gruppo Antipsichiatrico Elleboro di Parma

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Villani: "Malato psichiatrico percosso da operatore sociale"

PARMA, 6 NOVEMBRE - Un malato psichiatrico percosso da un operatore della cooperativa sociale Avalon dove lavorava con una borsa lavoro e poi trasportato, dal genitore chiamato al cellulare e occorso sul posto, al Pronto Soccorso dell’Ospedale Maggiore in quanto presentava segni di sangue sul collo e un forte dolore ad un braccio.

È il fatto, che sarebbe capitato ad un paziente psichiatrico seguito dal Centro Salute Mentale dell’AUSL di Parma, a Parma il 26 agosto scorso presso la sede di via Verona e descritto in una interrogazione alla Giunta regionale del vice presidente del Consiglio regionale, Luigi Giuseppe Villani.

Il Consigliere regionale di Forza Italia – Popolo della Libertà riporta inoltre che, davanti a testimoni e di fronte agli evidenti segni che il paziente recava sul corpo, l’operatore avrebbe ammesso le percosse e che dopo quell’episodio, lo stesso paziente si rifiuta di recarsi al lavoro in quanto impaurito e preoccupato che quanto accaduto possa ripetersi.

Valutato quindi che i percorsi per malati psichiatrici, compresi quelli di inserimento lavorativo, dovrebbero essere seguiti con la massima competenza ed attenzione da parte dei soggetti affidatari e responsabili degli stessi, proprio per evitare il verificarsi di incresciosi episodi che possono pregiudicare gli interi percorsi terapeutici cui sono sottoposti questi pazienti, Villani pone alla Giunta regionale le seguenti domande: se è a conoscenza del sopra descritto episodio di violenza verso un malato psichiatrico, se è in grado di ricostruire dettagliatamente l’accaduto, se sono state individuate responsabilità anche riguardo al fatto che il ferito è stato trasportato al Pronto Soccorso dal genitore e non dagli operatori presso i quali lavorava, quali azioni sono state intraprese o si intende intraprendere da parte dell’AUSL per impedire che non si ripetano violenze a danno di pazienti seguiti dal Centro Salute Mentale di Parma e come si intende recuperare l’intero percorso terapeutico comprensivo dell’inserimento lavorativo del paziente vittima delle percosse.
06/11/2008

Indirizzo:http://www.parmaok.it/parmaok/cronaca/parma_malato_psichiatrico_picchiato_306110819021.html