Medicina Democratica: NO a tutte le forme di coercizione in Psichiatria!
Il Presidente Nazionale di Medicina Democratica esprime il proprio netto dissenso a tutte le forme di coercizione in Psichiatria.
Credo sia una dichiarazione importante, peraltro da parte di una comunità scientifica.
In tal senso è anche in preparazione un inserto su "salute mentale" che sarà allegato alla rivista di Medicina Democratica.
Chiunque voglia contribuire con indicazioni, testi e quant’altro può farlo anche commentando e/o scrivendo su questo forum.
Allego sotto la dichiarazione di Tonino d’Angelo, Presidente Nazionale di Medicina Democratica.
ezio
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NO a tutte le forme di coercizione in psichiatria
Bisogna esprimere un fermo e deciso "NO" a tutte le forme di coercizione in psichiatria (auspicando e lottando per una modifica della normativa anche in tale direzione).
A rinforzare tale convinzione riporto le parole, attualissime, di Maccacaro, tratte dal suo intervento che si può leggere nell' Allegato " 1976 Bologna...", stralcio da pag. 238 del libro " Attualità del pensiero e dell'opera di G.A. Maccacaro":
“...............è la crisi di questa medicina contemporanea che, di giorno in giorno, si fa sempre più assistenzialmente inefficace e socialmente repressiva.”
L'inefficacia dell'assistenza è dimostrata da:
1. progressivo deterioramento, statisticamente documentabile, della salute collettiva per l'incidenza crescente di tutte le malattie legate alla nocività - dell'ambiente di lavoro, di abitazione, di alimentazione e di vita - che è il portato inseparabile del modo di produzione capitalistico;
2. ricorrenza - frequente e dilagante - di patologie infettive che si credevano e potevano essere state debellate;
3. vertiginoso incremento del consumo di farmaci in larga misura meramente sintomatici e concretamente tossici;
4. emergenza di un diffuso malessere, socialmente determinato e personalmente patito che investe larghi strati della popolazione indotta o costretta a vivere come "disturbo mentale" ciò che è soltanto "insopportabilità di vita".
La funzione repressiva è dimostrata da:
1. crescente trasferimento dei problemi sociali e personali (conflittualità, trasgressione dei limiti di "norma", domanda di soggettivazione, ecc.) in un'area di gestibilità istituzionale e di silenziamento terapeutico;
2. avanzante tecnicizzazione dell'atto medico fino all'estinzione dei suoi contenuti di rapporto interpersonale;
3. diffusione di false o inefficaci pratiche di prevenzione secondaria per deviare la domanda di conversione del modo di produzione;
4. attribuzione al medico di nuovi compiti repressivi nei confronti del comportamento infantile, se è un pediatra, del diritto di aborto se è un ostetrico, del rifiuto del lavoro se è un fiscale, dell'uso di droga se è un medico, della devianza se è uno psichiatra, della rivolta alla nocività se è un medico del lavoro, e cosi via. " (fine stralcio da Maccacaro)
Il Presidente Nazionale:
dr. d’Angelo Fernando Antonio (Tonino)
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